- "Scusi," - mormorii di sottofondo - "mi scusi".
- "Sì?"
- "La sua idea dell'omosessualità è sbagliata".
Dice proprio così, sbagliata. Cala il silenzio. Il Papa è preso alla sprovvista.
Rincara. - "Lei ha una visione molto ingenua della sessualità umana, ed è molto poco aggiornato a riguardo".
Resta in piedi per venti lunghi secondi in cui nessuno gli risponde. Ratzinger balbetta qualcosa sull'agape e sulla scienza e la fede a braccetto e comunque grazie. Riprende. Quando dice che i farmacisti cattolici dovrebbero fare obiezione di coscienza e rifiutarsi di vendere certi prodotti, uno studente di Farmacia alza la mano: - "Non sarebbe più corretto dire ai cattolici di non fare i farmacisti?"
Panico.
Ratzinger rimane a bocca aperta. Il Magnifico Rettore, percepito il pericolo, magnificamente interviene a reggerlo prima che svenga. - "Sua Santità preferirebbe non essere interrotto durante il suo intervento" - dalle parti di Scienze della Comunicazione ridono - "se ci rimane tempo potrete porre le vostre domande alla fine".
Ma è troppo tardi. Quando il Papa dice che i politici cattolici devono opporsi a leggi che riconoscano le unioni omosessuali viene duramente ripreso da un vecchio professore di Giurisprudenza. Quando dice che bisogna fermare gli aborti una giovane dottoressa quasi lo sbrana. Ratzinger perde il filo, si impappina, finisce per contraddirsi. E' la sua fine: quelli di filosofia non aspettavano altro.





