Ammettiamolo, quando abbiamo letto la notizia ("Basta lezioni di sesso a scuola" - Diktat a Milano: troppo esplicite) abbiamo pensato tutti la stessa cosa: ciellini di merda*. Almeno io l'ho pensato, e volevo usarlo come titolo. Poi mi sono reso conto che la cosa meritava un giudizio più razionale, più meditato, più obiettivo: ho letto, mi sono informato, ci ho pensato su, e con diplomazia ho scelto
Ciellini maledetti
La vicenda in breve: da anni in alcune scuole medie di Milano si svolge un progetto dell'Asl che porta operatori specializzati nelle classi per spiegare il sesso ai ragazzi e rispondere alle loro domande; qualche giorno fa una circolare dell'Asl ha stabilito che i suddetti operatori non dovranno più entrare in contatto diretto con gli studenti, ma si rivolgeranno agli insegnanti o ai genitori. Che poi spiegheranno tutto ai diretti interessati.
Sorvoliamo per il momento sul genio necessario per ideare un sistema educativo in cui l'informazione inviata dall'unica persona che sa di cosa si parla, prima di raggiungere il destinatario, deve necessariamente essere filtrata da un intermediario incompetente col classico effetto "telefono senza fili". Sorvoliamo sul fatto che l'educazione sessuale indiretta è come invitare a cantare a scuola Aretha Franklin ma farla ascoltare ai ragazzi esclusivamente nell'interpretazione della maestra di scienze. Sorvoliamo anche su tutti i bellissimi momenti che caratterizzeranno sia la fase operatori-adulti
- E questo è un preservativo. Serve a trattenere lo sperma.
(Rumori di disapprovazione)
(Ha detto sperma?)
- A trattenere cosa?
- Lo sperma.
- Può smettere di dirlo, per favore?
sia la fase adulti-ragazzi
- E questo è un prsrvtv. Serve a trttnrlsprm.
- A trattenere cosa?
- Lo sprm.
- Lo sperma?
- Puoi smettere di dirlo, per favore?
e veniamo al punto. Come sottolineato anche da un gentile ma cattolico commentatore in un altro post, gli operatori dell'Asl "hanno ricevuto il divieto perché hanno oltrepassato troppo il limite"**. Già a Maggio, infatti, il mai abbastanza citato settimanale Tempi, diretto dal mitico Luigi Amicone, denunciava gli eccessi del progetto in un articolo firmato da Rodolfo Casadei. Rodolfo Casadei, se non lo conoscete, ve lo spiego io leggendovi alcuni titoli tratti dalla prima pagina del suo blog: "Al Cairo uno sciagurato Obama"; "Se a torturare gli animali sono i musulmani Wwf e Greenpeace girano la testa"; "I comunisti hanno un problema col nucleare"; "Vauro censurato? Se l'è meritata, anche se la censura in sé è sbagliata".







