31/01/2009
Dice Formigoni che quella di Eluana Englaro è una vita piena. Ma perché, se non fosse piena la penserebbe diversamente? Dice che non c'è una dichiarazione scritta e bisogna chiarire la volontà della ragazza. Gli dicono, sì, è quello che hanno fatto i magistrati finora. Dice sì, ok, ma c'è ancora incertezza. Ma perché, se ci fosse un testamento biologico firmato da Eluana e controfirmato da Gesù Cristo in persona cambierebbe qualcosa? Dice che Eluana morirebbe tra enormi sofferenze. Ma perché, se spirasse serenamente per lui andrebbe bene? Gli dicono, guarda che non è vero che soffre. Dice, vabbè, non si sa con sicurezza. E allora che cazzo parli?
testi e musica di Aioros | 14:59 | link | commenti


Che poi io dico ok, vuoi appendere i manifesti e rivelare a tutti che Dio esiste, vuoi proprio sconvolgere le masse. Per me va bene, ma almeno non sputtanare pure gli atei, non ci mettere in mezzo, ci facciamo la figura degli stronzi. Cosa deve pensare la casalinga di Voghera? "Ma cazzo, Dio esiste e gli atei non mi hanno detto niente". Non è bello. Io non vado dal tuo migliore amico a dirgli sai, la tua ragazza ti tradisce e anche lui lo sapeva ma è stato zitto fino ad adesso. Ehi piccolino, dov'è il tuo papà? E' quello lì? Vagli a chiedere perché non ti ha mai detto che sei figlio dell'idraulico. Non funziona così. Non mettiamoci l'uno contro l'altro, non rendiamoci ridicoli.
Cristiano Riformisti, facciamo la pace. E per festeggiare cantiamo il vostro splendido inno.

testi e musica di Aioros | 01:11 | link | commenti (2)
18/01/2009
-X 
Oggi fa più freddo.
testi e musica di Aioros | 20:52 | link | commenti
13/01/2009
Stando alle anticipazioni il testo della maggioranza stabilisce il rispetto per la libertà di decisione del medico sul trattamento terapeutico cui sottoporre il paziente e la possibilità per il paziente di esprimersi solo sulla terapia da seguire ma non di decidere se vivere o morire.
testi e musica di Aioros | 15:59 | link | commenti
11/01/2009
Morto il card. Laghi, tentò di fermare la guerra Iraq

CITTÀ DEL VATICANO - È morto la notte scorsa all'ospedale romano di San Carlo di Nancy il cardinale Pio Laghi, diplomatico Vaticano di rango. Il porporato, 86 anni non ancora compiuti, è morto per una malattia ematologica che lo ha portato ad una insufficienza cardio-vascolare. Laghi, cardinale dal 1991, è stato delegato apostolico in Terra Santa all'epoca delle guerra dei tre giorni e amico personale di Golda Meir, dal '76 all' '80 è stato nunzio in Argentina e poi fino al '90 nella sede diplomatica vaticana a Washington, prima come delegato apostolico e negli ultimi sei anni, dopo l'allacciamento delle relazioni diplomatiche, come primo nunzio presso l'amministrazione statunitense. Dal '90 al '99 è stato prefetto delle congregazione per l'educazione cattolica.

Figura di spicco della curia romana, il cardinal Laghi è noto, tra l'altro, perché Papa Giovanni paolo II lo inviò nel marzo 2003 da George W. Bush per tentare di dissuaderlo dalla decisione di intervenire militarmente in Iraq.

Nell’aprile del 1974 è stato trasferito in Argentina e vi rimase come a nunzio fino al dicembre 1980, nel periodo della giunta militare. Poi fu delegato apostolico e, dal 1984 [...]

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Nella sua qualità di nunzio apostolico in Argentina, Pio Laghi, amico intimo di alcuni generali della dittatura (ammiraglio Emilio Massera, ex capo della Marina militare argentina), si è reso colpevole, secondo molti sopravvissuti, di aver giustificato la politica di persecuzione che porterà alla scomparsa di 30.000 argentini.
Si ricorda il discorso tenuto a Buenos Aires il 27 giugno 1976, tre mesi dopo il
golpe militare: «Il Paese ha un'ideologia tradizionale e quando qualcuno pretende di imporre altre idee diverse ed estranee, la Nazione reagisce come un organismo, con anticorpi di fronte ai germi, e nasce così la violenza. I soldati adempiono il loro dovere primario di amare Dio e la Patria che si trova in pericolo. Non solo si può parlare di invasione di stranieri, ma anche di invasione di idee che mettono a repentaglio i valori fondamentali. Questo provoca una situazione di emergenza e, in queste circostanze, si può applicare il pensiero di san Tommaso d'Aquino, il quale insegna che in casi del genere l'amore per la Patria si equipara all'amore per Dio».

Secondo le Madri [di Plaza de Mayo], nel corso della sua permanenza in Argentina con la carica di Nunzio apostolico, mons. Pio Laghi - così si legge nella denuncia -
«collaborò attivamente con i membri sanguinari della dittatura militare e portò avanti personalmente una campagna volta ad occultare tanto verso l'interno quanto verso l'esterno del Paese l'orrore, la morte e la distruzione. Monsignor Pio Laghi lavorò attivamente smentendo le innumerevoli denunce dei familiari delle vittime del terrorismo di Stato e i rapporti di organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani».

Da anni le Madri argentine rivolgono al card. Laghi le accuse ora formalizzate nella denuncia. Il cardinale si è sempre difeso in passato dichiarando che
«in quell'epoca non immaginavo nemmeno l'entità di ciò che i militari argentini stavano facendo ai loro connazionali» (intervista all'Ansa, 29 aprile 1995, v. Adista 33/95) e «come potevo fare una denuncia pubblica se non sapevo?» (intervista a «Famiglia Cristiana», n. 22/95, v. Adista n. 41/95). È proprio il «non sapevo» che le Madri hanno sempre contestato. Non poteva non sapere, sostengono, ed è quanto intendono dimostrare con le testimonianze raccolte, e, giacché, sapeva, il non aver denunciato lo ha reso quanto meno complice.

È debitamente accreditata la presenza di Pio Laghi nei campi di concentramento e di sterminio dell'Argentina, mentre accompagnava gruppi di militari in ispezione e interrogava i reclusi.
testi e musica di Aioros | 13:25 | link | commenti (3)
10/01/2009
Potreste notare, domani, un inconsueto fiorire di citazioni di De André, di commemorazioni di De André, di filmati di YouTube con De André, di gruppi su Facebook inneggianti a De André, di Mario Rossi è ora fan di Fabrizio "Faber" De André, di grazie Fabrizio De André rimarrai per sempre nei nostri cuori, di onorevole Gasparri qual è la sua canzone preferita di De André e di e ora Il Pescatore di De André, canta Giusy Ferreri. Questo perché, come certo tutti già saprete - in quanto appassionati di De André di lunga data - domani ricorreranno i dieci anni dalla morte del cantautore che tutti noi - nessuno escluso - apprezziamo e conosciamo a fondo fin nei recessi più profondi della sua produzione discografica. Noterete anche, molto probabilmente, uno sparuto gruppo di ma per piacere che ne sapete voi di De André, di un vero fan di De André conosce a memoria i testi di Crêuza de mä e di comunque si scrive con l'accento acuto massa di ignoranti.
Quello che invece non noterete, domani, è un io De André lo conosco poco. Un io di De André conosco soltanto le canzoni più famose. Un io veramente Storia di un Impiegato non l'ho mai ascoltato, un io non so un cazzo ma sono pentito e recupererò. No, domani tutti fenomeni.
Fate un fioretto. Invece di diventare fan di De André su Facebook, invece di postare il video di quella canzone che vi fa venire il brividino, invece di sfoggiare la vostra conoscenza del testo di Amico Fragile ma soprattutto del copia e incolla, fate un post del tipo "Fabrizio De André è morto da dieci anni e io ancora non conosco i seguenti suoi lavori", due punti, eccetera. Oppure, in silenzio e senza dire niente a nessuno, pigliate i dischi e accendete lo stereo, che c'è tanta roba da sentire.
testi e musica di Aioros | 23:41 | link | commenti (8)