Oggi su
Avvenire (siamo tutti un po' masochisti) Giovanni Ruggiero, inviato da Bari, firma un servizio intitolato
"Eutanasia no, scommessa sulla vita". Per convincerci, Ruggiero porta quattro esempi:
1) Un medico a cui è stata diagnosticata nel 2003 la
Sla, che aveva pensato al suicidio ma poi ci ha ripensato dopo aver letto il libro di
Giobbe;
2) La donna che ha partorito un figlio mentre era in coma;
3) La donna che ha rinunciato alle cure anti-tumorali per dare alla luce il figlio;
4) Una donna che voleva abortire alla 22esima settimana per via dei rischi connessi ad una cardiomiopatia dilatativa, ma poi ci ha ripensato ed è andato tutto bene.
Sono tutte storie bellissime, grande articolo, sì. Adesso devo solo capire cosa c'entra l'eutanasia. Ah, e anche qual era la tesi del giornalista. E, certo, se c'è qualcuno che vuole negare i diritti di queste persone. E magari capire perché allora non chiedono una legge che obblighi a rinunciare alle cure anti-tumorali in gravidanza.
Però, insomma, a parte questi dettagli, è tutto molto bello.