- Mettere i titoloni così non ha senso. "I vescovi italiani: 'L'aborto rimane un problema grave'" non mi sembra propriamente un titolo da prima pagina. A sto punto va bene anche "Ciampi: 'rubare è reato'" o "Berlusconi: 'sono stato frainteso'".
Intendo, hanno queste fissazioni, liberissimi, ma non è che ce ne freghi più di tanto, no?
- Ecco, diverso è quando chiamano in causa la logica. Quando ho notato la
dichiarazione di Tonini "E' una cosa logica, di tutta evidenza", riguardo all'esclusione degli omosessuali dal sacerdozio, non ho potuto esimermi dal verificare cotanta evidente logicità. Leggiamo.
La premessa: "La Chiesa, dal 300 in poi, ha scelto di affidare il ministero sacerdotale a coloro che in precedenza avevano adottato lo stato monacale. Lo spirito della legge e' ancora questo: non farsi una famiglia, ma avere il cuore libero e disponibile per tutti. Resta questo l'ideale piu' opportuno, quello della massima disponibilità".
Se ne deduce logicamente che è inadatto al sacerdozio chi ha famiglia.
"Quando poi si arriva addirittura ai sacerdoti pedofili o omosessuali, si tratta di una condizione di estrema delicatezza, da affrontare con le dovute cautele, ma assolutamente incompatibile con lo stato sacerdotale".
Qui la logica è spietata. Se l'omosessualità non è compatibile col sacerdozio, per la premessa suddetta, gli omosessuali hanno famiglia.
Ma attenzione, il porporato precisa come "la famiglia sia quella costituita da uomo e donna, il luogo della procreazione, e in questo contesto l'omosessualità non ha spazio". Ahi. Contraddizione.
Ma siamo buoni, e ammettiamo un malinteso sul termine "famiglia". Immaginiamo dunque la premessa come "non è adatto al sacerdozio chi ha il cuore impegnato", che è probabilmente quello che intendeva il logicissimo card. Tonini. Ora, poniamo per assurdo che sia vero che "la condizione [di omosessualità] sia assolutamente incompatibile con lo stato sacerdotale". Se ne deduce che "gli omosessuali hanno il cuore impegnato". Dal momento che essere attratti da un sesso piuttosto che dall'altro non ha effetti sull'essere impegnati, si ha che "gli eterosessuali hanno il cuore impegnato", e di conseguenza "la condizione di eterosessualità è assolutamente incompatibile con lo stato sacerdotale". Che può essere un assurdo, o una scoperta interessante, vedete voi insomma.
- Tonini ha anche detto: "Sono stato per tanti anni parroco a Salsomaggiore, ho conosciuto tante persone che si trovavano in questa condizione, venivano anche a confidarsi con me. Non si tratta di esseri abominevoli da cacciare via: spesso sono persone che 'avvertono' la tendenza, ma la dominano, riescono a controllarla. E soprattutto la vivono con sofferenza".
Oh, ecco. Almeno la vivono con sofferenza, eccavolo.
E ancora, "approfittare del Giubileo a Roma significava sottrarre agli omosessuali l'unico riferimento che hanno, quello della Chiesa". Devo commentare?