Dura lex, sed lex
Mi segnalano una cosa interessante: in sintesi, si tratta di consegnare copia alle biblioteche di stato di ogni contenuto pubblicato in rete. Come spiega l'Unione Consumatori, "Fra sei mesi chiunque abbia un sito Internet con informazioni a disposizione del pubblico dovrà inviarne il contenuto alle due Biblioteche centrali di Firenze e di Roma, altrimenti rischierà una multa fino a 1500 euro". La legge parla di "documenti destinati all'uso pubblico e fruibili mediante la lettura, l'ascolto e la visione, qualunque sia il loro processo tecnico di produzione, di edizione o di diffusione".
Attendendo modifiche in Parlamento, non perdiamoci in inutili commentini e usiamo la logica.
Necessariamente qualcuno ha avuto l'idea per questa legge. Chiamiamolo sig.X.
X ha pensato di modificare la norma regia del '39 aggiungendo i documenti online. Non sappiamo se e come abbia valutato le dimensioni dell'Internet italiana e quelle dell'area archeologica del Castrum Praetorium a Roma, dove si trova la Biblioteca Nazionale Centrale. Quest'ultima risulta contenere circa 6 milioni di volumi, 84.000 manoscritti, 1.938 incunaboli, oltre 25.000 cinquecentine e 20.000 carte geografiche, 10.000 fra stampe e disegni, e più di 44.000 testate di periodici.
Ora, poniamo per assurdo che X sia una persona intelligente. Visto che la legge è stata effettivamente proposta, necessariamente è vera una delle due: o X non ha valutato le suddette dimensioni, o X ha valutato le suddette, e ha dedotto "No problem". Entrambe le possibilità sono chiaramente in contraddizione con l'assunto: per la prima è palese.
Immaginate che alla Biblioteca abbiano dei computer, è possibile. Sopravvalutiamoli, avranno un intero piano di potenti e capienti mainframe. Per come è scritta la legge, io prendo il mio blog, e invece del codice ci faccio centottanta screenshot e li mando in bmp. Valuto 100mb. Poi microsoft.it prende il suo sito e tutti i suoi file disponibili per download e li manda in uno zip epocale non valutabile. Poi filosofico.net manda tutta la sua biblioteca, ma in formato Rich Text Format, che è gonfio d'aria come il riso soffiato, in un .rar diviso su un trilione di floppy che invierà rateizzati giornalmente per la felicità dei corrieri UDS.
Il signor X non è una persona intelligente, ma se non modificano la legge ci mettiamo tutti d'accordo sul giorno di invio, per favore?